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mercoledì 9 gennaio 2013

Un Equilibrio Delicato - documentario

Oggi voglio condividere con voi un documentario che personalmente mi ha coinvolto e mi ha fatto riflettere, e mi farà riflettere.

Le tematiche legate alla spesa sanitaria e all’impatto ambientale ruotano intorno alle nostre scelte alimentari. Acquisire consapevolezza di ciò ed essere informati sull’importanza del proprio stile di vita è un passo importante per prendersi cura di sé.

Il titolo del documentario è A delicate balance - Un equilibro delicato

Un equilibro delicato, è un documentario basato su interviste a medici, nutrizionisti, ricercatori di varie università nel mondo; arricchito da animazioni esplicative, fornisce spiegazioni approfondite sul ruolo dell'alimentazione per promuovere la salute o causare gravi malattie (croniche e autoimmuni). Un documento importante per capire come evitare i danni di un'alimentazione sbagliata e difendere la nostra salute.

 La voce narrante conduce il pubblico attraverso le varie tematiche, mentre le interviste ai vari scienziati consentono di ascoltare, dalla viva voce di medici che hanno lavorato per decenni nel campo della nutrizione, spiegazioni semplici ma rigorose sui meccanismi che portano alla formazione delle malattie oggi più diffuse a causa di un'alimentazione errata, basata in particolar modo sui prodotti animali. 

Viene anche trattato il tema dell'impatto devastante sull'ambiente degli allevamenti e della pesca, nonché il tema della sofferenza e morte degli animali allevati. La conclusione ci invita a prendere in mano le redini della nostra vita, della nostra salute e del futuro del pianeta attraverso una semplice scelta…

Il documentario, realizzato dal film-maker australiano Aaron Scheibner (Phoenix Philms), è stato doppiato in italiano a cura di AgireOra Edizioni, con la supervisione scientifica e il contributo di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV. È distribuito in Italia da AgireOra Edizioni ed è liberamente divulgabile.

Buona Visione.

martedì 8 gennaio 2013

Di che grano è fatta la nostra pasta?

 Di Andrea Marciani da www.ilcambiamento.it
Il successo della pastasciutta ha promosso la coltivazione del grano duro anche in luoghi molto diversi dall'area mediterranea, per clima e tecniche colturali. In paesi come gli Usa e il Canada gli agricoltori trattano con un diserbante micidiale come il Round Up della Monsanto le colture di grano duro, appena 10-15 giorni prima del raccolto.


pastaGli italiani sono ancora grandi mangiatori di spaghetti, rafforzati, nelle loro scelte alimentari, dai riconoscimenti che nutrizionisti di tutto il mondo tributano alla dieta mediterranea.
Il grano duro, che ne è l'esclusivo ingrediente, viene tradizionalmente coltivato nei paesi mediterranei, che sono anche l'areale d'origine della varietà.
Ma il successo della pastasciutta e la crescente richiesta di grano duro ha promosso la coltivazione di questo cereale anche in luoghi molto diversi per clima e tecniche colturali.
Gli USA ed il Canada meridionale sono diventati grandi produttori di grano duro, ma il clima freddo e continentale di queste regioni costringe gli agricoltori a posporre il periodo di coltivazione(tradizionalmente invernale-primaverile).
La semina avviene quindi in primavera ed il raccolto a fine estate, ma una trebbiatura così tarda espone al rischio d'intersecare l'arrivo delle piogge autunnali, che oltre a ritardare la maturazione della spiga (vetrificazione del seme) riempiono i campi di infestanti verdi che ostacolano il lavoro delle mietitrebbie.
Con il consueto pragmatismo ed il disinvolto ricorso alla chimica che contraddistinguono la cultura di questi paesi, gli agricoltori hanno introdotto l'uso del glyphosate in pre-raccolto. Ossia trattano, con un disseccante micidiale come il Round Up della Monsanto, le colture di grano duro appena 10-15 giorni prima del raccolto.
Questa procedura accelera il processo di vetrificazione del chicco e dissecca le infestanti, ma al contempo rende sterile il seme, e lo inquina irrimediabilmente con un potente agente chimico il cui uso in Europa è categoricamente proibito sulle colture destinate ad alimentazione.
grano duro
In altri tempi questo problema non ci avrebbe dovuto impensierire. InItalia, infatti, fino agli anni '90, la produzione italiana di grano duro era sempre stata eccedente ai consumi nazionali, ma oggi questo non è più vero.
Inoltre pare che questotrattamento chimico migliori la resa proteica del grano, rendendolo particolarmente appetibile ai pastai nostrani, specie quelli delle grandi industrie agroalimentari.
Il risultato è che, se non si acquista pasta certificata di grani italiani, si rischia di mangiare un prodotto altamente insalubre.
Questo episodio potrebbe essere preso a paradigma del funzionamento della Shock economy che ci governa: si coltiva uncereale fuori dal suo areale naturale; per farlo si usano prodotti chimici che costano, lo rendono inadatto al consumo, rendono sterili le sementi ed inquinano le falde idriche, poi si consumano carburanti per fargli attraversare oceani, dal luogo di produzione a quello di consumo.
Da noi invece i campi, dove prima si coltivava il grano duro, vengono asfaltati o coperti di pannelli solari o destinati alla produzione di biocarburanti (convenienti solo in virtù di lauti incentivi pubblici). Questo insensato processo produttivo è reso possibile perché basato sull'imperativo della crescita indiscriminata del PIL, crescita alla quale concorrono anche le attività dissipative o distruttive, soprattutto perché seguite da quelle emendative (ripristini, ricostruzioni, bonifiche, depurazioni, cure mediche).
Questo almeno fino a quando le poche residue risorse del pianeta ci culleranno nella ridicola illusione di vivere nel migliore dei mondi possibili.

Fonte: ilcambiamento.it

sabato 28 luglio 2012

Estate OK con la Nutrizione - Decalogo alimentazione estate 2012


E...state OK con la nutrizione propone 10 preziosi consigli per un’alimentazione corretta e sicura in un periodo generalmente accompagnato da maggior tempo libero, con abitudini alimentari diverse rispetto al resto dell’anno: maggior numero di pasti fuori casa, scarsa attenzione agli apporti nutrizionali, minori formalità. 

L’alimentazione moderna può comportare lo squilibrio fra un aumentato carico di calorie e una ridotta assunzione di nutrienti necessari al buon funzionamento dell’organismo. Cibi e bevande di indubbia attrazione gustativa sono spesso ricchi di calorie ma poveri di nutrienti. 

Queste “calorie vuote” dovrebbero essere attentamente valutate, in quanto non possono essere smaltite solo attraverso una maggiore attività fisica e possono provocare, a medio e lungo termine effetti sfavorevoli. In questo senso vanno particolarmente tutelati i bambini, le cui abitudini sono più difficili da correggere, gli anziani, e i sempre più numerosi cittadini di recente immigrazione. 

Assumere nutrienti in modo non consapevole può comportare un incremento di obesità, ipertensione e diabete che già oggi hanno un peso rilevante nell’ambito della spesa sanitaria.
  1. Rispettare quotidianamente il numero e gli orari dei pasti, soprattutto la prima colazione, che deve essere privilegiata rispetto agli altri pasti. La prima colazione è il  pasto  più importante della giornata, arriva dopo il periodo di digiuno più lungo nell’arco delle 24 ore e fornisce il “carburante” per tutta la giornata. Non consumare un’adeguata prima colazione, inoltre, predispone verso un maggiore introito calorico nelle ore successive.
  2. Aumentare il consumo di frutta e verdura di stagione e yogurt.Preferire lo yogurt senza zuccheri aggiunti. Insieme alla frutta, può diventare un ottimo spuntino. Non trascurare la frutta secca (mandorle, noci ecc), ricca di grassi “buoni”, minerali e fibre, ma  non esagerare, perché apporta calorie.

  3. Preparare i piatti con fantasia, variando gli alimenti anche nei colori. Il colore degli alimenti è dato dalle sostanze ad azione antiossidante (vitamine, polifenoli ecc): più si variano i colori, più completa è la loro assunzione.

  4. Moderare il consumo di piatti elaborati e ricchi di grassi.
    Con il caldo, l’organismo consuma meno energia. È consigliabile, quindi, moderare l’apporto calorico, preferendo una cottura in grado di mantenere inalterato l’apporto di minerali e vitamine, diminuendo anche la quantità di sale da aggiungere durante la preparazione. Condire con olio d’oliva a crudo.

  5. Privilegiare cibi freschi, facilmente digeribili e ricchi in acqua e completare il pasto con la frutta. Questa regola va seguita in particolare quando si consuma il pranzo “al sacco”, non esagerando con gli spuntini salati o zuccherati.

  6. Consumare un gelato o un frullato può essere un’alternativa al pasto di metà giornata. Il gelato o il frullato al latte che sostituiscono il pasto vanno inquadrati nell’ambito dell’apporto nutrizionale giornaliero.  

  7. Evitare pasti completi con primo, secondo e contorno quando, durante soggiorni in albergo o in viaggio, è più facile che si consumi al ristorante sia il pranzo che la cena.Optare in una delle due occasioni per piatti unici bilanciati che possono fornire i nutrienti di un intero pasto. Alcuni degli abbinamenti possibili sono pasta con legumi e/o verdure, carne/pesce/uova con verdure.

  8. Consumare poco sale e preferire sale iodato. La carenza di iodio è ancora un problema: la tiroide condiziona molte funzioni dell’organismo ed ha bisogno del giusto introito giornaliero, garantito dal consumo di soli 5 g di sale iodato. Per gli ipertesi può essere utile consumare sale iposodico o asodico.

  9. Rispettare le modalità di conservazione degli alimenti.Mantenere la catena del freddo per gli alimenti che lo richiedono (borsa termica per il pic-nic). Ricordare che cibi conservati a lungo in frigorifero rischiano un peggioramento nutrizionale e/o una contaminazione da microrganismi.

  10. Bere almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno. In estate si perdono minerali con l’aumento della sudorazione e della traspirazione. Per gli anziani è particolarmente importante bere, indipendentemente dallo stimolo della sete. Moderare il consumo di bevande con zuccheri aggiunti. Limitare il consumo di bevande moderatamente alcoliche come vino e birra. Evitare le bevande ad alto contenuto di alcol.
Scarica l'opuscolo in formato PDF: Clicca Quì

giovedì 26 luglio 2012

Frutta d'estate.... scopriamo il Melone

Il Melone è un frutto estivo particolarmente ricco di acqua, vitamine A e C, Calcio, Potassio e Fosforo. Gli arabi, grandi consumatori di questo frutto, utilizzano efficacemente il Melone per la disintossicazione del corpo. Inoltre, il Melone è particolarmente indicato per le persone in sovrappeso, dato il basso contenuto calorico e la sua azione diuretica e lassativa.

In Estate, mangiare Melone in abbondanza, è un modo gradevole per dissetarsi, idratare il corpo e favorire l’eliminazione delle tossine. Inoltre, nei periodi più caldi, quando l’esposizione al sole è massima, la pelle e i capelli tendono a perdere la loro naturale lucentezza; il Melone, grazie alla sua ricchezza di acqua, vitamine e sali minerali ci aiuta a mantenere la pelle e i capelli idratati e luminosi.



Vitamine
Il Melone è un alimento ricco di Vitamina A, sotto forma di Carotenoidi. ICarotenoidi appartengono alla classe di pigmenti naturali che conferiscono il colore tipico alla frutta e verdura giallo-rossa e che il corpo converte in Vitamina A, un potente Antiossidante. La Vitamina A aiuta a prevenire numerose malattie e a ritardare l’invecchiamento cellulare contrastando iRadicali Liberi.

Un’altra Vitamina molto importante, anch’essa antiossidante, è la Vitamina C. La Vitamina C oltre all’azione Antiossidante, partecipa alla formazione del Collagene, utile per la guarigione da ferite, traumi, tagli e ustioni.
Oltre alle Vitamine A e C, nel Melone sono presenti elevate quantità diVitamine del gruppo B. Tra queste, la Piridossina (Vitamina B6) favorisce l’utilizzazione dei carboidrati, dei grassi e delle proteine e è un utile regolatore del Sistema Nervoso. La carenza di Vitamina B6 può produrre, tra gli altri sintomi, nervosismo, irritabilità, disturbi del sonno, difficoltà di apprendimento e debolezza muscolare.
La Vitamina B3 (Niacina), anch’essa presente nel Melone, aiuta a mantenere bassi i livelli di Colesterolo nel sangue, a regolare la pressione arteriosa, a proteggere l’apparato digerente e a mantenere la pelle in salute.
Sali Minerali
Il Melone, oltre che di Vitamine, è particolarmente ricco di Sali Minerali; soprattutto Ferro, Potassio e Manganese.
Il melone previene la gotta e l’artrite, allevia i bruciori di stomaco, aiuta a combattere l’ipertensione e l’ipercolesterolemia (eccesso di colesterolo nel sangue). Grazie alla buona quantità di fibre può essere utile per favorire il transito intestinale e per combattere la stitichezza. Con la polpa del Melone è possibile preparare un portentosa maschera per la pelle secca.

mercoledì 21 marzo 2012

Pane all’Olio Fatto in Casa

Ecco una ricettina molto semplice per fare in casa dell'ottimo pane all'olio senza impastatrice. La ricetta è presa dal blog vivalafocaccia.com
Ideale da fare con i bambini, il risultato non vi deluderà di certo.

Ingredienti:

  • 250 g Acqua 
  • 50 g Olio Extra Vergine
  • 500 g Farina 00 
  • 1 Tuorlo d’Uovo 
  • 15 g Sale 
  • 6 g Zucchero 
  • 7g di Lievito Disidratato (1 bustina lievito mastro fornaio)
Preparazione:

Sciogliete il lievito nell’acqua (tiepida a 30c specialmente d’inverno)

Aggiungete lo zucchero che serve a nutrire il lievito.

Aggiungete l’olio ed il tuorlo d’uovo

Miscelate il tutto

Aggiungete meta’ della farina (circa 250 g)

Iniziare ad impastare con un spatola

Quando la farina e’ assorbita, aggiungete in sale. Questo farà n modo che il sale non venga a contatto diretto con il lievito.

Aggiungete circa 130-150g della farina rimanente
Impastate fino a quando la farina non stata assorbita dall’impasto

Spolverate il tavolo di lavoro usando un po’ della farina rimanente
Rovesciate l’impasto sul tavolo
Cospargete le mani di farina

Iniziate ad impastare a mano
Ogni volta che sentite che la pasta inizia ad attaccarsi alle mani o al tavolo di lavoro, spolverate un po’ di farina sotto e sopra la pasta, sempre prendendo la farina da quella che avete messo da parte dagli ingredienti iniziali. Questo farà che le proporzioni dell’impasto non vengano alterate.


Continuate ad impastare aggiungendo a poco a poco la farina fino ad ottenere un impasto compatto e raffinato. Questo e’ importante per sviluppare il glutine della farina che e’ fondamentale per una buona riuscita. Leggete qui per ulteriori informazioni a proposito

Fate lievitare per un’ora circa

Tagliate l’impasto in pezzi da circa 100g senza stropicciarli

Schiacciate un pezzo alla volta a forma di rettangolo

Arrotolatelo su se stesso facendo due o tre pieghe

Quindi arrotolatelo. Questo passaggio e’ fondamentale per dare forza al pane facendo sviluppare ulteriormente il glutine della farina.

Disponete il rotolino con il taglio verso l’alto e arrotolatelo nuovamente nel verso opposto

Adesso potete sbizzarrirvi in forme diverse, sempre dopo aver prima creato un rotolo di pasta come spiegato sopra.

Preparate una teglia con la carta forno

Se volte, potete bagnare la superficie dei panini e poi cospargere la superficie con semi di sesamo o altro a piacere

Coprite bene


Lasciate lievitare dai 45 ai 60 minuti  seconda della temperatura che avete in casa. Potete sempre utilizzare il trucco di mettere il pane a lievitare nel forno spento con la luce accesa


Spruzzate la superficie con dell’acqua tiepida per ottenere una crosta più sottile e bella colorata.


Infornate a 220-230c a forno già caldo


Spruzzate un po’ di acqua per generare vapore nel forno o mettete un pentolino di acqua bollente nel forno durante i primi 10 minuti di cottura

Cuocete per 15-20 minuti a seconda del forno

martedì 6 marzo 2012

Nutrire il pianeta... energia per la vita



Venerdì 9 marzo 2012 ore 21

C/O Missionari della Consolata
Via Romitaggio, 1 Bevera di Castello Brianza
la rete di G.A.S. La Stadera
propone un incontro sul tema del cibo e della salute.
È possibile prevenire alcuni disturbi
con una corretta alimentazione?
In questa epoca nutrirsi in modo “giusto”vuol dire conoscere quello che si consuma per garantire la “nostra” salute e quella del pianeta. 
La dott.ssa Barbara Rizzo, 
dietista proporrà le basi scientifiche per una corretta alimentazione mentre Pierpaolo Caprioglio, cuoco professionale proporrà ricette per
comporre una dieta bilanciata e costruire pasti equilibrati.

giovedì 16 giugno 2011

Facciamo il Dado Vegetale

Ecco una ricetta trovata su internet per farsi da se il dado vegetale
INGREDIENTI
  • 150 gr sedano
  • 100 gr carote
  • 100 gr cipolle
  • 50 gr pomodori
  • 70 gr zucchine
  • 1 spicchio d’aglio
  • odori a piacere (basilico, salvia, rosmarino, alloro, prezzemolo)
  • 300 gr di sale grosso
  • 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
  • 30 gr di vino bianco
  • a piacere 50 gr di parmigiano 
PROCEDIMENTO
Lavare, asciugare, tritare finemente le verdure.
Aggiungere sale, olio e vino e cuocere per 20 minuti a fuoco lento, girando ogni tanto.
Togliere dal fuoco e omogeneizzare il composto con un minipimer o un passaverdure. 
Si conserva in frigorigero in un vasetto di vetro a chiusura ermetica 

UTILIZZO:
Utilizzare un cucchiaino da caffè per ogni litro d'acqua
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