GIORNATA NAZIONALE DI INFORMAZIONE E PROMOZIONE DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA
Si svolgerà nelle piazze italiane il 4 e il 11 Ottobre la sedicesima edizione della BIODOMENICA. Un’occasione importante d’incontro tra produttori, cittadini, associazioni, istituzioni, consumatori e coloro che hanno contribuito in tutti questi anni a rendere l’agricoltura biologica una realtà in crescita e in controtendenza rispetto alla crisi dei consumi alimentari , capace di attrarre ogni anno sempre più persone verso prodotti più sicuri, di qualità, locali e sostenibili.
Aiab mette quest’anno al centro della Biodomenica il tema della biodiversità e del beneficio sociale dell’agricoltura biologica.
Una giornata nazionale per promuovere il consumo di prodotti sicuri e di qualità, legati al territorio, alle sue tradizioni e alla sua cultura. Un evento per far conoscere le tecniche produttive e le pratiche agronomiche ecocompatibili, la loro praticabilità in tutto il pianeta, e la loro capacità di favorire un'equa ripartizione delle risorse, garantendone la loro conservazione per le generazioni future.
La Biodomenica ha l'obiettivo di favorire l'incontro tra il mondo agricolo e i cittadini/consumatori, per creare con loro un movimento di opinione in grado di orientare il mercato e le istituzioni.
Maggiori informazioni e programma: https://biodomenica.wordpress.com/
Blog sull'Autoproduzione e sul consumo solidale ed ecosostenibile, come risposta al consumismo incontrollato e per riscoprire il piacere di creare da sè nel rispetto dell'ambiente.
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mercoledì 30 settembre 2015
mercoledì 9 settembre 2015
È verde?
Oggi vi proponiamo un'utile applicazione “E’ verde”, un’applicazione dedicata perlopiù al pubblico femminile che vuole conoscere la natura degli ingredienti usati nei prodotti cosmetici.
“È verde?” Si pone l’obiettivo di farvi capire cos’è l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) e cosa significa saper leggere gli ingredienti che compongono un cosmetico.
Ad ogni ingrediente viene associato un simbolo che rappresenta il grado di eco-compatibilità con l’ambiente e la nostra pelle.
All’interno dell’app troverete:
- INFO: approfondimento su cosa è l’INCI, come vengono inseriti gli ingredienti e altre informazioni utili.
- PRODOTTI: centinaia di prodotti cosmetici di tantissime marche, con una veloce ricerca è possibile conoscere gli ingredienti di ogni singolo prodotto presente nell’elenco.
- RICHIESTE: per richiedere l’inserimento nella lista di un nuovo prodotto non ancora testato
- NOTIFICHE: l’app è in continuo aggiornamento, con aggiunta di nuovi prodotti all’elenco, l’utente viene avvisato tramite notifiche
L'applicazione necessita di una connessione ad internet solo per scaricare la prima volta l’elenco dei prodotti e per gli aggiornamenti settimanali di questo elenco.
Una volta scaricato non ci sarà più bisogno di una connessione ad internet per poterla usare.
Maggiori informazioni: http://www.verdebioapp.it/
lunedì 18 marzo 2013
Hennè, questo sconociuto....
Riceviamo e pubblichiamo una semplice ed efficace spiegazione su come utilizzare l'Hennè.
Ho voluto sperimentare l'hennè rosso indiano della Tea. Invece dell'acqua tiepida ho usato tè di mora e lampone,poi ho aggiunto due cucchiai di aceto di mele e una pipetta di olio di semi di lino. L'impasto è venuto molto cremoso e senza grumi. L'ho lasciato ossidare per qualche ora (la prossima volta lo lascio tutta la notte).Dopo aver lavato bene i capelli lasciandoli leggermente umidi,l'ho applicato e tenuto in posa per tre ore sotto la pellicola trasparente. Terminate le tre ore (che può sembrare un tempo infinito ma in realtà non lo è)di posa l'ho sciacquato via molto facilmente. Non è stato necessario rilavare i capelli ma ho applicato il balsamo .Il risultato che ho ottenuto mi piace molto. Riflessi ramati molto intensi sul mio castano (fossero stati biondi avrei ottenuto un rosso fuoco meraviglioso),li sento rinforzati e li vedo molto più lucidi. Si può aggiungere all'impasto qualche goccia di essenza gradita. Buona giornata a tutti!
Un grazie speciale a Mirco di Amore e Psiche
Ho voluto sperimentare l'hennè rosso indiano della Tea. Invece dell'acqua tiepida ho usato tè di mora e lampone,poi ho aggiunto due cucchiai di aceto di mele e una pipetta di olio di semi di lino. L'impasto è venuto molto cremoso e senza grumi. L'ho lasciato ossidare per qualche ora (la prossima volta lo lascio tutta la notte).Dopo aver lavato bene i capelli lasciandoli leggermente umidi,l'ho applicato e tenuto in posa per tre ore sotto la pellicola trasparente. Terminate le tre ore (che può sembrare un tempo infinito ma in realtà non lo è)di posa l'ho sciacquato via molto facilmente. Non è stato necessario rilavare i capelli ma ho applicato il balsamo .Il risultato che ho ottenuto mi piace molto. Riflessi ramati molto intensi sul mio castano (fossero stati biondi avrei ottenuto un rosso fuoco meraviglioso),li sento rinforzati e li vedo molto più lucidi. Si può aggiungere all'impasto qualche goccia di essenza gradita. Buona giornata a tutti!
Un grazie speciale a Mirco di Amore e Psiche
mercoledì 9 gennaio 2013
Un Equilibrio Delicato - documentario
Oggi voglio condividere con voi un documentario che personalmente mi ha coinvolto e mi ha fatto riflettere, e mi farà riflettere.Le tematiche legate alla spesa sanitaria e all’impatto ambientale ruotano intorno alle nostre scelte alimentari. Acquisire consapevolezza di ciò ed essere informati sull’importanza del proprio stile di vita è un passo importante per prendersi cura di sé.
Il titolo del documentario è A delicate balance - Un equilibro delicato
Un equilibro delicato, è un documentario basato su interviste a medici, nutrizionisti, ricercatori di varie università nel mondo; arricchito da animazioni esplicative, fornisce spiegazioni approfondite sul ruolo dell'alimentazione per promuovere la salute o causare gravi malattie (croniche e autoimmuni). Un documento importante per capire come evitare i danni di un'alimentazione sbagliata e difendere la nostra salute.
La voce narrante conduce il pubblico attraverso le varie tematiche, mentre le interviste ai vari scienziati consentono di ascoltare, dalla viva voce di medici che hanno lavorato per decenni nel campo della nutrizione, spiegazioni semplici ma rigorose sui meccanismi che portano alla formazione delle malattie oggi più diffuse a causa di un'alimentazione errata, basata in particolar modo sui prodotti animali.
Viene anche trattato il tema dell'impatto devastante sull'ambiente degli allevamenti e della pesca, nonché il tema della sofferenza e morte degli animali allevati. La conclusione ci invita a prendere in mano le redini della nostra vita, della nostra salute e del futuro del pianeta attraverso una semplice scelta…
Il documentario, realizzato dal film-maker australiano Aaron Scheibner (Phoenix Philms), è stato doppiato in italiano a cura di AgireOra Edizioni, con la supervisione scientifica e il contributo di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV. È distribuito in Italia da AgireOra Edizioni ed è liberamente divulgabile.
Buona Visione.
martedì 8 gennaio 2013
Di che grano è fatta la nostra pasta?
Di Andrea Marciani da www.ilcambiamento.itIl successo della pastasciutta ha promosso la coltivazione del grano duro anche in luoghi molto diversi dall'area mediterranea, per clima e tecniche colturali. In paesi come gli Usa e il Canada gli agricoltori trattano con un diserbante micidiale come il Round Up della Monsanto le colture di grano duro, appena 10-15 giorni prima del raccolto.
Il grano duro, che ne è l'esclusivo ingrediente, viene tradizionalmente coltivato nei paesi mediterranei, che sono anche l'areale d'origine della varietà.
Ma il successo della pastasciutta e la crescente richiesta di grano duro ha promosso la coltivazione di questo cereale anche in luoghi molto diversi per clima e tecniche colturali.
Gli USA ed il Canada meridionale sono diventati grandi produttori di grano duro, ma il clima freddo e continentale di queste regioni costringe gli agricoltori a posporre il periodo di coltivazione(tradizionalmente invernale-primaverile).
La semina avviene quindi in primavera ed il raccolto a fine estate, ma una trebbiatura così tarda espone al rischio d'intersecare l'arrivo delle piogge autunnali, che oltre a ritardare la maturazione della spiga (vetrificazione del seme) riempiono i campi di infestanti verdi che ostacolano il lavoro delle mietitrebbie.
Con il consueto pragmatismo ed il disinvolto ricorso alla chimica che contraddistinguono la cultura di questi paesi, gli agricoltori hanno introdotto l'uso del glyphosate in pre-raccolto. Ossia trattano, con un disseccante micidiale come il Round Up della Monsanto, le colture di grano duro appena 10-15 giorni prima del raccolto.
Questa procedura accelera il processo di vetrificazione del chicco e dissecca le infestanti, ma al contempo rende sterile il seme, e lo inquina irrimediabilmente con un potente agente chimico il cui uso in Europa è categoricamente proibito sulle colture destinate ad alimentazione.
In altri tempi questo problema non ci avrebbe dovuto impensierire. InItalia, infatti, fino agli anni '90, la produzione italiana di grano duro era sempre stata eccedente ai consumi nazionali, ma oggi questo non è più vero.
Inoltre pare che questotrattamento chimico migliori la resa proteica del grano, rendendolo particolarmente appetibile ai pastai nostrani, specie quelli delle grandi industrie agroalimentari.
Il risultato è che, se non si acquista pasta certificata di grani italiani, si rischia di mangiare un prodotto altamente insalubre.
Questo episodio potrebbe essere preso a paradigma del funzionamento della Shock economy che ci governa: si coltiva uncereale fuori dal suo areale naturale; per farlo si usano prodotti chimici che costano, lo rendono inadatto al consumo, rendono sterili le sementi ed inquinano le falde idriche, poi si consumano carburanti per fargli attraversare oceani, dal luogo di produzione a quello di consumo.
Da noi invece i campi, dove prima si coltivava il grano duro, vengono asfaltati o coperti di pannelli solari o destinati alla produzione di biocarburanti (convenienti solo in virtù di lauti incentivi pubblici). Questo insensato processo produttivo è reso possibile perché basato sull'imperativo della crescita indiscriminata del PIL, crescita alla quale concorrono anche le attività dissipative o distruttive, soprattutto perché seguite da quelle emendative (ripristini, ricostruzioni, bonifiche, depurazioni, cure mediche).
Questo almeno fino a quando le poche residue risorse del pianeta ci culleranno nella ridicola illusione di vivere nel migliore dei mondi possibili.
Fonte: ilcambiamento.it
Fonte: ilcambiamento.it
martedì 7 agosto 2012
In Germania arriva la bici-strada, l’autostrada delle bici
In Germania si parla di nuova mobilità: 60 km di autostrada a zero emissioni. Un'ampia carreggiata destinata esclusivamente alle biciclette che non collega solo le vie interne alla città, ma ne unisce addirittura due: Dortmund e Duisburg, i due centri industriali più importanti e popolati della federazione.

Fonte: http://www.linkiesta.it/blogs/italia-germania-fratelli-diversi/arriva-la-bici-strada-tedesca-l-autostrada-delle-bici#ixzz22rNh7fSI
E' un progetto che la Germania ha realizzato per decongestionare l'autostrada del Nord Reno Westphalia (A40), il tratto stradale tra i più trafficati della Germania che già collega Dortmund a Duisburg e che quotidianamente è utilizzata dai pendolari. L'autostrada A40 si blocca, infatti, molto spesso - per questo è anche chiamata l'autostrada delle lumache - raggiungendo decine di chilometri di coda e comportando gravi danni alla gestione della mobilità cittadina e dell'inquinamento atmosferico.
Chiamata Radler-B1, o Rad-B1, sarà realizzata quasi in parallelo all’autostrada A40. Sarà lunga 60 km e larga 5 metri. Sarà completamente asfaltata, in gran parte senza incroci e illuminata nelle ore notturne; una scelta assolutamente ecologica per collegare i due grossi centri urbani in un paio d’ore. Fortemente voluta dai tedeschi e messa a punto con le maggiori norme di sicurezza, la Rad-B1 vuole proprio invogliare molti a lasciare a casa la macchina e montare in bici. E' quello che afferma anche il Responsabile della Mobilità di Dortmund, Winfried Sagolla: "Se vogliamo che gli automobilisti si convertano alle biciclette, dobbiamo fare in modo di offrire loro veri e propri vantaggi e strade dagli standard elevati".
Il progetto è frutto anche dell'attenzione che la Germania ha nei confronti dell'ambiente. Grazie al grande uso delle biciclette riescono a limitare l'inquinamento del traffico automobilistico cittadino. Bisogna riconoscere che la Germania è certamente uno dei Paesi europei più sensibili all'ambiente e alla circolazione sostenibile, basti pensare al successo del partito dei Verdi che negli ultimi anni ha conquistato una buona porzione di elettorato in tutta la Germania.
E in Italia cosa succede? Da una recente indagine dell'Osservatorio Linear del gruppo Unipol emerge che i ciclisti urbani arriverebbero a 25 milioni. Con un aumento dell'uso delle bici si iniziano a chiedere, soprattutto al nord, anche più piste ciclabili e maggiori norme per la sicurezza, evitando di rischiare la vita a ogni incrocio.
La "bici-strada", o strada veloce per biciclette non è un primato solo tedesco. La prima bici-strada tutta italiana sarà lunga 37 km e collegherà Bologna a Verona lungo la vecchia ferrovia. Un primo tratto del percorso - da San Giovanni in Persiceto a Crevalcore - è già stato finanziato, ma i lavori pare tardino a partire. L’accordo prevede la presa in comodato d’uso gratuito dell'area dismessa da Rfi da parte delle Province.
Molto probabilmente non raggiungerà la portata della Rad-B1, ma è certamente un primo passo per andare incontro alle necessità dei numerosi ciclisti presenti nel nostro Paese che sempre più scelgono la bici come mezzo per restare in forma e per ovviare all'ormai irrefrenabile corsa al caro benzina.
La Rad-B1 Dortmund-Duisburg sarà realizzata entro il 2021. C'è da esserne certi che per quella data l'autostrada sarà terminata e percorribile, non come la nostra ormai never ending autostrada Salerno-Reggio Calabria. Scommettiamo?
Fonte: http://www.linkiesta.it/blogs/italia-germania-fratelli-diversi/arriva-la-bici-strada-tedesca-l-autostrada-delle-bici#ixzz22rNh7fSI
sabato 28 luglio 2012
Campo di Volontariato Internazionale ad Alserio
Da Sabato 28 Luglio a Sabato 11 Agosto 2012
Circolo Ambiente Ilaria Alpi, Comuni di Monguzzo e di Anzano del Parco, Parco Valle Lambro @aree spondali del lago di Alserio – tra Monguzzo e Anzano del Parco
Prima edizione del Campo di Volontariato internazionale del lago di Alserio
Giovani da tutto il Mondo per ripulire le sponde del lago di Alserio
Si tratta della prima edizione del campo, che ha lo scopo di ripulire alcune rive del lago, ma anche di creare attenzione sull’importante Riserva Naturale del lago di Alserio, strategica dal punto di vista ambientale.
Ad eseguire i lavori di pulizia e sistemazione ambientale interverranno 12 volontari provenienti da molti Paesi: Repubblica Ceca, Serbia, Germania, Turchia, Russia, Francia, Spagna, Inghilterra, Bielorussia, a cui si uniranno alcuni volontari italiani.
Nel concreto i volontari asporteranno alcuni rifiuti abbandonati lungo le sponde, provvederanno al taglio e alla rimozione delle sterpaglie e alla sistemazione dei sentieri che costeggiano il lago.
I volontari internazionali saranno ospitati presso il centro sportivo messo a disposizione dal Comune di Monguzzo; il Comune di Anzano metterà a disposizione i letti e altri materiali.
I volontari internazionali saranno ospitati presso il centro sportivo messo a disposizione dal Comune di Monguzzo; il Comune di Anzano metterà a disposizione i letti e altri materiali.
I volontari, oltre al lavoro presso il lago di Alserio, avranno modo di visitare i dintorni dell’area Erbese. Sono infatti previste escursioni sulle montagne del Triangolo Lariano e in alcune tra le località più rinomate del lago di Como. È prevista inoltre una visita agli scavi di Second’Alpe di Canzo, realizzati nelle sei edizioni del campo di volontariato internazionale organizzate dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, in collaborazione con Ersaf Lombardia.
Per info: www.circoloambiente.org
Per info: www.circoloambiente.org
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